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Da anni il tema “monumento” è al centro della nostra indagine artistica. Dalla residenza Soma Summer 2014 diamo il via a un progetto di ricerca che abbiamo chiamato “deMonumento”.

Il progetto s’inserisce nelle analisi che abbiamo condotto tra Napoli e Città del Messico basate su una riflessione sulla costruzione storica e sociale del “documento” / “monumento”.  «Il documento è monumento. È il risultato dello sforzo compiuto dalle società storiche per imporre al futuro – volenti o nolenti – quella data immagine di se stesse. Al limite, non esiste un documento-verità. Ogni documento è menzogna.» (J. Le Goff, Documento/Monumento).

Il monumento e la sua valenza sociale è frutto della selezione e del montaggio di testimonianze che, fra le tante, la storiografia sceglie di tramandare come verità. Già nel progetto Just one damn thing after the other, ove l’oggetto di riflessione è stato il “Monumento ai Caduti del mare”, abbiamo messo in atto un processo deduttivo che da un’analisi dell’idea di monumento ne ha decostruito i significati per giungere alla storia che caratterizza quello napoletano.

Come nel progetto Lacuna” , ove lo studio sull’edificazione dell’identità scaturita dall’attribuzione del nome, inteso come fondamento a priori dell’individuo, si radica nel progetto nell’analisi di un prodotto storico, sociale e culturale come lo è la Ruota degli esposti della Basilica della SS. Annunziata Maggiore di Napoli, luogo in cui i neonati venivano abbandonati.

AFTERALL_Portfolio

*Le immagini e i testi dei lavori qui presentati non sono mai esaustivi delle opere cui si riferiscono, né offrono di per sé alcun deposito concettuale che rinvii ai suoi autori, tantomeno, però, sono totalmente autoreferenziali o autosufficienti.